Reati in materia di stupefacenti
Aree di competenza
Reati in materia di stupefacenti
La legislazione di riferimento è rappresentata dal D.P.R. 309/1990. L’art. 73 “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti” disciplina il reato che più di frequente viene trattato nelle aule del tribunale penale.
Tale norma di reato, a seconda della tipologia, della qualità, della quantità della sostanza stupefacente e delle modalità con cui la stessa viene detenuta o messa in circolazione, assume diverse connotazioni che incidono sulla pena che viene attribuita alla condotta criminosa ed alle modalità di difesa.
I tre commi più rilevanti dell’art 73 sono il primo, il quarto ed il quinto.
Il primo comma fa riferimento alle droghe cc.dd. pesanti (si pensi alla cocaina o all’eroina, cfr. tabelle ministeriali) ed è quello che prevede le condanne più afflittive, si parla di una pena detentiva che nel suo massimo raggiunge i 20 anni di reclusione, oltre a prevedere una rilevante sanzione pecuniaria.
L’art. 73 quarto comma del T.U. in materia stupefacenti ha ad oggetto le medesime condotte punite dal primo comma, ma riguarda solo le droghe leggere (ad esempio hashish o marijuana). In questo caso le pene previste dal primo comma sono diminuite da un terzo alla metà.
Al quinto comma si affronta l’istituto dello “spaccio di lieve entità”. Secondo un elenco di precise caratteristiche della condotta, in particolare “per i mezzi, la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze”, la pena assume una connotazione decisamente meno afflittiva per l’autore del reato. Questa è sicuramente l’ambito in cui il più degli avocati cerca di far rientrare la condotta dei propri assistiti.
Invero, nella stragrande maggioranza dei casi, al reato di spaccio di sostanza stupefacente fa seguito l’arresto in flagranza da parte degli operanti di Polizia. Ragion per cui diventa estremamente difficile sconfessare in giudizio la sussistenza della condotta tipica del reato. In tali casi è decisamente più ragionevole per il difensore far emergere l’occasionalità della condotta del proprio assistito, così come il suo utilizzo personale, almeno in parte, e la vendita di modiche quantità di sostanza.
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Delitti contro la famiglia e la persona
Coinvolgono la violazione dei legami familiari, spesso mettendo in pericolo la sicurezza, l’integrità o i diritti dei membri della famiglia.
Delitti contro il patrimonio
Puniscono quei soggetti le cui condotte vengono poste in essere con lo specifico intento di trarre un ingiusto profitto ai danni di un’altra persona.
Violenza sessuale
“Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali é punito con la reclusione da cinque a dieci anni”.
Reati tributari
I reati tributari sono disciplinati nel decreto legislativo 74/2000, in cui sono previste le singole fattispecie e le relative pene.
Misure cautelari
Trattasi di temporanee limitazioni della libertà fisica e giuridica del soggetto a cui vengono applicate.
D.LGS. 231/01
L’introduzione del D.lgs. n. 231/2001 ha dato origine ad una svolta epocale per il diritto d’impresa, rendendo possibile l’attribuzione di una vera e propria responsabilità amministrativa e/o penale in capo alle società.
