Delitti contro il Patrimonio
Aree di competenza
Reati contro il patrimonio
I reati contro il patrimonio sono disciplinati dal titolo XII del II Libro del codice penale. Dette norme puniscono quei soggetti le cui condotte vengono poste in essere con lo specifico intento di trarre un ingiusto profitto ai danni di un’altra persona.
Talvolta tali delitti vengono commessi con l’utilizzo della forza rivolta verso una cosa o una persona. In altri casi il soggetto passivo del reato può trovarsi addirittura a collaborare con l’agente al fine di procurargli un vantaggio a suo stesso danno.
Ciò comporta la loro suddivisione in delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone e delitti contro il patrimonio mediante frode.
Tra i primi si annoverano, certamente, i delitti di furto, furto con strappo, furto in abitazione, rapina o, ancora, l’estorsione. Minimo comune denominatore di tali fattispecie criminose è la condotta dell’agente indirizzata verso una cosa o verso il proprietario della stessa. Indistintamente dal rapporto che una persona ha con il bene, è interesse dello Stato tutelare quello specifico rapporto affinché nessuna persona terza abbia il diritto di ledere l’interesse giuridico di colui che legittimamente eserciti un potere (o una così detta “sovranità”) sul bene.
A seconda delle modalità con cui si estrinseca l’azione del soggetto attivo del reato si configurerà una fattispecie criminosa diversa. Cosicché, nell’ipotesi in cui una persona decidesse di sottrarre un bene ad un’altra con destrezza, senza che la stessa se ne accorga, allora la condotta sarà sussumibile nel reato di furto; qualora l’azione dell’agente si rivolgesse verso la cosa, strappandola di mano o di dosso alla sua vittima, allora si configurerà un furto con strappo. Successivamente, agendo con minaccia o violenza nei confronti della persona offesa si andrà incontro a pena ben più afflittive entrando nei campi dell’estorsione e della rapina. La rapina si differenzia dall’estorsione in virtù del fatto che in essa il reo sottrae la cosa esercitando sulla vittima una violenza o una minaccia diretta e ineludibile, mentre nell’estorsione emergono elementi della coartazione e della consegna ma non del totale annullamento della capacità del soggetto passivo di determinarsi diversamente dalla volontà dell’estorsore (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 14880/12).
Come premesso, poi, vi sono delle particolari tipologie di reato in cui il contributo della vittima all’azione del soggetto attivo gioca un ruolo fondamentale per la realizzazione dell’evento del delitto. In queste situazioni colui che subisce le conseguenze dannose del delitto è, ovviamente, ignaro di aiutare l’agente a procurargli un’offesa della propria sfera patrimoniale.
Degli esempi tipici sono i reati di truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la frode informatica, frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, l’insolvenza fraudolenta, il fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona, un reato “odioso” come la circonvenzione di persone incapaci.
Ulteriori figure delittuose di cui sentiamo parlare abitualmente come l’usura, la ricettazione, il riciclaggio e l’autoriciclaggio.
I reati contro il patrimonio possono essere commessi solo con dolo, e cioè l’agente deve commetterli con coscienza e volontà, e l’evento dev’essere preveduto e voluto e deve verificarsi a seguito di un azione intenzionale, non essendo i reati contro il patrimonio previsti nella forma colposa.
Quindi il soggetto agente deve commettere il delitto al fine di voler conseguire un ingiusto profitto ovvero provocare un danno ingiusto altrui.
Delitti contro la famiglia e la persona
Coinvolgono la violazione dei legami familiari, spesso mettendo in pericolo la sicurezza, l’integrità o i diritti dei membri della famiglia.
Violenza sessuale
“Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali é punito con la reclusione da cinque a dieci anni”.
Reati in materia stupefacenti
Legislazione di riferimento: D.P.R. 309/1990. L’art. 73 “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti”.
Reati tributari
I reati tributari sono disciplinati nel decreto legislativo 74/2000, in cui sono previste le singole fattispecie e le relative pene.
Misure cautelari
Trattasi di temporanee limitazioni della libertà fisica e giuridica del soggetto a cui vengono applicate.
D.LGS. 231/01
L’introduzione del D.lgs. n. 231/2001 ha dato origine ad una svolta epocale per il diritto d’impresa, rendendo possibile l’attribuzione di una vera e propria responsabilità amministrativa e/o penale in capo alle società.
